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La sartoria Arteni

Laura e Antonella lavorano nel reparto sartoria di Arteni rispettivamente da 32 e da 16 anni, oggi guidano una squadra di otto professioniste del settore. Ogni giorno, perfezionano sulla figura i capi appena acquistati dal cliente, mettendo a disposizione tutta la loro sapienza artigianale. 

In queste quattro chiacchiere ci raccontano il loro mondo, fatto di manualità, intuito e una buona dose di creatività.

Buongiorno Laura, buongiorno Antonella. Come siete venute a contatto con questo lavoro così affascinante e ricco di storia? 

Laura

«Fin da piccolina amavo questo lavoro, ero proprio appassionata del cucito. Ho fatto due anni di scuola professionalizzante e un apprendistato di tre anni. Poi ho cominciato a lavorare in un negozio come commessa e sarta, ma sono sempre stata più incline al lavoro manuale piuttosto che alla vendita. Arrivata da Arteni, ho trovato persone con una grandissima passione per il loro lavoro e per il settore dell’abbigliamento che mi hanno insegnato moltissimo».

Antonella

«Per 25 anni ho lavorato in una casa di alta moda e confezionavo capispalla, quindi giacche e cappotti. Seguivo tutto il processo di creazione del capo, dalla scelta del tessuto alla confezione. Qui in negozio operiamo principalmente su capi pronti, quindi la nostra mano deve perfezionare l’abito acquistato sulla figura sempre diversa del cliente».

Fino a qualche anno fa, gran parte delle donne italiane sapeva maneggiare ago e filo ed eseguire piccole lavorazioni. Oggi, invece, questa abilità artigianale sembra non essere prioritaria per le nuove generazioni…

Antonella

«Oggi probabilmente i giovani sono più attratti dal mondo degli stilisti, di chi progetta e disegna i capi alla moda. Ma probabilmente non sanno che per essere un bravo stilista devi conoscere per filo e per segno il materiale con cui lavori, devi metterci mano e capire in prima persona come si comporta un tessuto rispetto a un altro… Tanti bravi stilisti sono prima di tutto bravi sarti, c’è un mondo intero dietro alla nostra professione».

Laura

«In questo lavoro ci vuole pazienza e tanta umiltà, non si impara da un giorno all’altro e nemmeno in qualche mese. Si impara solo grazie alla passione e al sacrificio, accumulando anni e anni di pratica, osservando e rubando i segreti a chi è esperto e lavora vicino a te». 

Soddisfare i tanti clienti di un negozio come Arteni significa avere un ritmo di lavoro piuttosto veloce. Come siete organizzate tra di voi in sartoria e qual è il vostro rapporto coi clienti?

Laura

«Per le lavorazioni meno impegnative, i commessi prendono le misure con gli spilli e ci mandano giù il capo, noi seguiamo le indicazioni ed eseguiamo il lavoro. Quando invece c’è bisogno di un occhio sartoriale esperto, saliamo in negozio e ci confrontiamo direttamente con il cliente e le sue esigenze, offrendo il nostro parere professionale. 

Quando lo sposo arriva con tutta la famiglia per acquistare l’abito per il matrimonio, ad esempio, si fa guidare dal commesso nella scelta dell’abito ma, prima di scegliere definitivamente, spesso desidera un ultimo confronto con noi. Perché il cliente ama la figura della sarta, si sente più sicuro dopo aver parlato con noi». 

Antonella

«Siamo un gruppo molto flessibile, tutte noi nel momento del bisogno sappiamo fare tutto. Poi chiaramente ognuna è portata verso un determinato genere di lavorazioni. Dipende dalla manualità di ognuna: c’è chi ama lavorare i tessuti leggeri, chi invece preferisce i capi spalla… Laura e io, in generale, preferiamo entrambe lavorare sugli abiti maschili».

Spesso i lavori manuali sono faticosi ma, d’altra parte, portano grande soddisfazione. Qual è l’aspetto del vostro lavoro che vi piace di più?

Laura

«Che ogni giorno è diverso da quello precedente… Tutte le volte che escono le nuove collezioni, dobbiamo misurarci con nuove forme, nuovi modelli, nuovi tessuti… Ogni richiesta che arriva è una nuova sfida per capire come risolvere il problema nella maniera più pulita ed efficiente possibile. Non ci si annoia mai… Anzi, proprio le richieste più difficili sono quelle che “ci stuzzicano” maggiormente».

Antonella

«Il bello è che tutti i giorni impariamo una cosa nuova e troviamo soluzioni creative per risolvere problemi sempre diversi. È tutt’altro che un lavoro meccanico e ripetitivo. È un lavoro artigianale, creativo, in cui puoi metterci del tuo quando incontri il cliente e offrire il tuo consiglio di esperta. Oggi i clienti sono sempre più esigenti e attenti ai dettagli ed è bello vedere come si fidino della nostra competenza quando abbiamo la possibilità di confrontarci con loro».

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